Protti Retro Football Jersey + Sciarpa
Classic Number 10 Protti Shirt
£1450.00
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Celebrate football history with this retro 'Protti' number 10 jersey, expertly crafted for fans and collectors. The white shirt with bold red detailing offers a stylish tribute to legendary players. Perfect for display or everyday wear, this jersey is a must-have for every football enthusiast.
Quella è una maglia leggendaria, entrata di diritto nella storia del calcio italiano e rimasta scolpita in modo indelebile nel cuore dei tifosi del Bari.
Ecco tutti i dettagli storici sulla divisa, sulla stagione e su quella squadra di "guerrieri".
### La Maglia
* Squadra e Stagione: Si tratta della maglia da trasferta (o terza maglia a seconda delle varianti di quell'anno) dell'**A.S. Bari**, stagione 1995-1996.
* Dettagli Tecnici: Prodotta da Adidas, presenta l'iconico colletto a V con le strisce rosse e bianche, i caratteristici inserti rossi sui fianchi e il famoso galletto nero con la cresta rossa sul petto, storico simbolo del club pugliese. Il numero 10 sul retro mostra il font tridimensionale tipico degli anni '90.
* Lo Sponsor: Sul fronte campeggia la scritta CEPU ("Per l'Università"), uno degli sponsor più iconici e ricordati dell'epoca in Serie A.
* **Il Nome sul retro:** PROTTI 10. Quell'anno il Bari, per la prima volta nella storia del campionato con la numerazione fissa personalizzata, scelse di affidare la maglia numero 10 proprio a lui, Igor Protti (lo Zar), che ne era il capitano e il trascinatore assoluto.
### La Stagione 1995-1996: Un paradosso storico
La stagione 1995-1996 del Bari è passata alla storia per un record incredibile e unico nel calcio italiano: il Bari è stata la prima squadra nella storia della Serie A a retrocedere avendo tra le proprie file il capocannoniere del torneo.
* Igor Protti Capocannoniere: In quella stagione Protti disputò un campionato stratosferico, segnando ben 24 gol in 33 partite, vincendo il titolo di capocannoniere a pari merito con Giuseppe Signori della Lazio (che però segnò più rigori).
* Un attacco atomico, una difesa fragile: La squadra esprimeva un calcio estremamente offensivo e spettacolare, trascinata da Protti e dal gigante svedese Kennet Andersson (autore di 12 gol e tantissimi assist). Nonostante i tanti gol fatti (49 complessivi), la squadra pagò carissimo un assetto difensivo troppo allegro, subendo ben 71 reti, il che condannò il Bari al 15° posto e alla retrocessione in Serie B con 32 punti.
### Quella squadra di "Guerrieri"
Nonostante l'esito amaro, quella rosa viene ricordata con enorme affetto per il carattere, l'attaccamento alla maglia e lo spirito di battaglia che metteva in campo, specialmente dopo l'arrivo in panchina del sanguigno Eugenio Fascetti (subentrato a Giuseppe Materazzi a dicembre), un tecnico che sapeva come compattare l'ambiente e stimolare l'orgoglio dei suoi.
Tra i principali protagonisti e "guerrieri" di quell'anno si ricordano:
* Alberto Fontana tra i pali (il mitico Jimmy).
Una difesa e un centrocampo di lottatori con *Marcello Montanari**, Paolo Annoni, Emanuele Brioschi e il portoghese Abel Xavier.
Il centrocampista svedese *Klas Ingesson** (un vero e proprio gigante e guerriero indimenticato, purtroppo scomparso nel 2014) arrivato a stagione in corso.
Esterni e centrocampisti di spinta come *Carmine Gautieri** e Francesco Pedone.
Un giovanissimo *Nicola Ventola** che muoveva i suoi primi passi nel grande calcio.
Quella maglia racchiude perfettamente la nostalgia del calcio anni '90: uno stadio San Nicola spesso stracolmo (oltre 26.000 spettatori di media), le grandi vittorie casalinghe (come il 4-1 contro l'Inter o i pareggi d'orgoglio contro la Juventus) e l'amore viscerale della città verso Igor Protti, che nonostante la retrocessione rimase un idolo eterno della tifoseria barese.
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